Elisa … LADRA DI VENTO … <3

Ecco qui per noi una NUOVA storia per la SESSIONE Le Nostre Storie di Alopecia ... 

AMO da sempre Giorgia , e il suo CD Ladra di Vento ha avuto un peso IMPORTANTE  nella mia vita .

LADRA DI VENTO per me rappresenta LA VOGLIA DI AFFRONTARE CON FORZA LA VITA COME IL VENTO QUANDO SOFFIA FORTE  SFERZA LA MIA TESTA LIBERA ... <3 

Vi presento Elisa ... che io adoro definire UNA LADRA DI VENTO <3 perché credo che lei appartenga alla categoria di donna LIBERA, FRESCA, GIOVANE, FIGA, DECISA e "KAZZUTA" perché ha lottato contro il mondo !

MA SOPRATTUTTO E' UNA DI ME , una Donna come me e tutte NOI che siamo ognuna diversamente speciale e UNICA ... che non ha fatto della malattia il suo tallone di Achille ma anzi lo ha fatto DIVENIRE la sua forza soprattutto perché LEI è Elisa ...

Trovo emozionante leggerla ... e voi ?

Buona lettura a tutti !

Sono settimane che cerco di scrivere qualcosa che sia all'altezza di presentarmi nel modo più vero possibile rispettando me stessa e gli altri, ma non trovo mai le parole giuste. Non è mai facile parlare a cuore aperto, parlare sopratutto a chi conosce meglio di altri i buchi dell'anima che la vita ci regala quando veniamo colpiti da qualcosa che cambia totalmente la percezione della nostra vita, della nostra immagine, ma cercherò di farlo nel modo più sentito e delicato che conosco.. Sono Elisa, ho 23 anni che spesso sembrano pochi, dipende da come vissuti. Ho incontrato l'alopecia a 13 anni, dopo una malattia meno carina vissuta da mamma. Non ricordo ciò che posso aver pensato in quei momenti e nemmeno voglio sforzarmi di farlo, ma ne ricordo le sensazioni; dicono che nella vita bisogna essere in grado di dimenticare ciò che va dimenticato, e ricordare ciò che merita di essere ricordato, e così ho fatto. Non ho mai portato parrucche, credo di aver sempre pensato che indossare qualcosa che non facesse più parte di me fosse un affermare io in primis che mi mancava qualcosa, che fossi “ammaccata”, che avevo qualcosa in meno degli altri e la cosa mi faceva arrabbiare profondamente. Nessuno merita di pensare di essere meno di qualcun altro, che sia per un braccio in meno, una gamba, un dito, dei capelli. Le nostre stranezze ci rendono esseri unici e rari se impariamo ad amarle, e senza non potremmo essere tali. Sono sempre stata una persona dal caratterino piuttosto atipico, dal temperamento incisivo ma profondamente sensibile, e nello stesso modo ho affrontato ciò che la vita mi ha donato, l'alopecia come mille altre prove. E allo stesso modo vorrei parlarvene.. L'alopecia, dopo averla accettata, più che avermi portato via i capelli mi ha dato nuovi occhi per vedere la vita, nuove prospettive, nuova sensibilità, nuova anima, mi ha regalato una nuova vita da me non richiesta, anche se più sicuramente difficile a tratti, ma pur sempre una nuova possibilità. Mi ha regalato l'esperienza più intensa che potessi mai desiderare: la mia vita. Dell'alopecia non vedo più il fatto che mi abbia portato via dei capelli ad oggi, ma guardandomi vedo solo mi abbia resa unica e autentica, più me stessa di quanto qualsiasi altra cosa lo abbia fatto in vita mia. Ha tolto un muro, una patina, ha tolto l'essere comune, ha tolto la banalità, ha tolto la superficialità, ha tolto la quotidianità, la noia, la pochezza, ha tolto tutto ciò che era poco e “normale”. Ho imparato a ricostruire il mio carattere, ho desiderato crescere velocemente, ho iniziato a visualizzare obbiettivi, a farmi un'idea del tutto personale di qualsiasi cosa mi circondasse o accadesse, a sognarmi, a visualizzare la donna che avrei voluto essere così, per quella che ero, per ciò in cui credevo, e ho continuato a lottare, lotto tutti i giorni anche se a tratti stanca. Ho iniziato a scoprirmi, a trovare la forza in me, ad arrabbiarmi col mondo, a tirare fuori dalla mia anima a mani nude la forza che non credevo di poter avere. Ho alzato muri che mi hanno permesso di continuare a muso duro, ho alimentato la rabbia e lottato contro il mondo, smettendo di farlo solo quando la situazione meritava io scoprissi la mia anima. Ho iniziato a guardarmi allo specchio, a realizzare che fuori di me non ci fosse niente in meno rispetto agli altri anche se nella mia anima credo di averlo sempre saputo, erano dei capelli e non mi servivano per correre, mangiare, amare, ridere, ne piangere. Non mi servivano per essere bella, simpatica, per riscoprirmi e ricostruirmi, per essere guardata, per essere ammirata nel mio splendore, perchè mi potevo truccare, potevo trovare vestiti che valorizzassero la mia figura, che creassero un personaggio ricco fuori e dentro, che spostassero l'attenzione dal “poverina”, all'immagine completa a livello estetico e non, e al “cazzo che bomba di persona!”. Ho cambiato ulteriormente la percezione di ciò che mi era stato dato, iniziando a pensarlo come una motivazione di vita, una missione, un dono, una nuova vita, una motivazione, una particolarità, senza pensare a cosa potessero pensare gli altri ma impegnandomi a pensare cosa potevo fare io di questa mia condizione e ho iniziato a non sentirmi ne ammalata, ne sfortunata, ne niente di tutto ciò ma a sentirmi semplicemente per quella che sono: senza capelli, tanto come le altre donne possono essere more, bionde, piuttosto che rosse. Ho iniziato a lavorare nei locali all'età di 18 anni, ho fatto inizialmente di questo lavoro un nuovo modo per dimostrare agli altri che io, anche così, potevo essere apprezzata e all'altezza di ricoprire un ruolo lavorativo dove l'unico requisito è l'estetica, e arrivare laddove loro non arrivavano. La bellezza non è niente di convenzionale. La bellezza è ciò in cui crediamo, è ciò che sentiamo, è ciò che costruiamo, è ciò che trasmettiamo. La bellezza sta nella diversità, ed è quindi in ognuno di noi, è nell'atteggiamento, è in ciò che ci inventiamo per ricostruirci una vita che ci renda semplicemente noi, per ricostruirci il nostro mondo dalle ceneri del dolore che la vita ci regala. E' la bellezza di scoprirci, dell'amore, di un sentimento, della vita, della libertà, del sentire. delle piccole cose, è anche la bellezza della sofferenza che si trasforma in nuova vita, delle nuove scoperte dentro noi, la bellezza di amarsi, accettarsi, modificarsi, spostare l'attenzione su altro, quell'altro che merita la nostra attenzione. La bellezza di essere, cercare, e creare ciò che vogliamo nel nostro ideale di mondo, dove niente di doloroso ci possa toccare. La bellezza di fare della nostra vita lo spettacolo che vogliamo, nel modo più vero e autentico che conosciamo, con le nostre debolezze, forze, gioie e dolori, senza voler mai nascondere niente, ma viverlo e viverci fin a rinascere. Fino a renderlo nostro, fino a renderci parte del tutto e di tutto ciò che ci può accadere, che sia più o meno duro, senza dargli il potere di poterci mai abbattere perchè noi siamo il tutto, e siamo tutto ciò che ci serve per amarci e vivere. Perchè perdere questa opportunità, solo perchè difficile? E' un'opportunità faticosa, che richiede impegno e sacrificio, è stata un'impresa in cui ho messo tutta la mia anima, lacrime, gioie e dolori; è un'impresa che spesso mi lascia sola in giorni dove le mie braccia sono le uniche braccia pronte a stringermi, altri giorni dove le mie lacrime sono le uniche compagne pronte a tenermi compagnia, altri dove le giornate non terminavano mai e nessuna voce, nessuna parola altrui sembrava consolarmi o avvicinarsi a curare il mio dolore, alla mia fatica, alla mia e solo mia impresa; altri giorni li ho passati sdraiata nel letto a piangere, altri giorni impaurita fino a urlare, è un'impresa che mi ha fatto conoscere il fondo, il buio, che non mi ha fatto mangiare: ma è stata l'impresa della mia vita, e non la cambierei con nessun altra impresa e vita al mondo. E' un'opportunità uguale per tutti, faticosa allo stesso modo per tutti, difficile allo steso modo per tutti, stronza allo stesso modo per tutti, alta, bassa, bella, magra, grassa, forte, debole, simpatica, o meno, ma credo il viaggio ne valga la pena allo stesso modo PER TUTTI. Diventare ciò che siamo destinati ad essere, senza desiderare di essere nient'altro, con la nostra fatica, con il nostro sudore, con la rabbia, con la delicatezza riscoperta, è il solo nostro obbiettivo. E' il nostro viaggio, e per ora ci è concessa solo l'andata, e sarebbe un peccato sprecarla...

Elisa 

 <3 

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